Cameriere
Sotto pressione, il sorriso è un servizio.
Ritmo, sangue freddo, leggere la sala. Quando tutto va di fretta, l’ordine lo metti tu — o salta la serata.
✱ Dieci tavoli che chiamano insieme: la prima vera lezione di project management.
Vengo da una città piccola.
Abbastanza grande, però, da farmi capire presto una cosa:
se vuoi vedere qualcosa di bello, a volte devi crearlo tu.
Prima dei pixel, le persone. Tre mestieri, una stessa lezione.
Non solo grafica. Cose che funzionano davvero.
Da Fabriano ho fondato Octagency: un’agenzia che costruisce prodotti digitali — design, motion, codice — invece di limitarsi a prometterli.
Per molti un’agenzia è un listino. Per me è una palestra creativa e imprenditoriale: clienti veri, scadenze vere, un team, responsabilità vere.
Un piccolo studio con standard alti, dove l’estetica deve anche funzionare — e dove ogni progetto è una scusa per imparare qualcosa di nuovo.
✱ Costruire un’agenzia da una città piccola. Una cosa abbastanza folle. Quindi perfettamente coerente.
Un’associazione di promozione sociale per costruire progetti culturali, eventi e iniziative sul territorio. Qui sono consigliere.
Nessun fine di lucro: tutto a scopo solidale. Comunità e possibilità per chi spesso non ha gli strumenti per partire da solo.
Filo conduttore: trasformare un’idea in un prodotto che si usa.
Identità di marca. Motion. Siti e app su misura. Software e gestionali per attività reali.
Sicurezza senza teatro.
Non mi considero un designer arrivato.
Mi considero uno in costruzione.
Con una caratteristica chiara:
quando vedo qualcosa fatto male, difficilmente riesco a lasciarlo così.
Posso non avere subito la soluzione. Posso rifarlo dieci volte. Posso ricominciare.
Ma tendo sempre a creare, sistemare e far funzionare.
Con una certa dose di ossessione utile.
Quella che serve per premere “pubblica” prima di sentirsi pronti.
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